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La vicenda dell’ampliamento della zona PIP di Molfetta e dell’interessamento delle lame approda nel Consiglio Regionale della Puglia attraverso un’interrogazione del consigliere Carlo de Santis, del Partito dei comunisti Italiani, Presidente della VI Commissione Permanente del Consiglio Regionale.
L’interrogazione, all’ordine del giorno della seduta del 30 luglio del Consiglio Regionale, è rivolta al Presidente del Consiglio Regionale Pietro Pepe, al Presidente della Giunta Regionale Nichi Vendola, all’Assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente e al Presidente dell’Autorità di Bacino Onofrio Introna, e richiede una risposta scritta entro 15 giorni.

«Premesso che:

- in data 7 marzo 2008 il Consiglio Comunale di Molfetta ha approvato il PUTT/P della zona di ampliamento del PIP del PRGC/P;

- tale piano non tiene conto della presenza, nell’area prevista dell’ampliamento, della Lama Scorbeto o Marcinase est, che proviene dall’alta Murgia o, se ne tiene conto, lascia intendere – senza addurre dati tecnici che dimostrino tale esito – che, in caso di inondazione, parte della sua portata andrebbe a confluire in altra lama più a est;

- in tale lama più a est il Comune di Molfetta ha peraltro collocato un piano di recupero abitativo, che prevede la costruzione di nuovi manufatti;

- il citato piano di ampliamento del PIP non contiene lo stralcio delle superfici delle lame presenti, individuate e perimetrale dall’Autorità di Bacino della Regione, in cui c’è il divieto assoluto di edificabilità, né prevede opere di tutela e protezione dai deflussi di piena;

- le premesse che hanno portato a individuare quella zona di ampliamento del PIP sembrano sottovalutare il fatto che, nonostante la continuità geomorfologia delle lame che attraversano il territorio di Molfetta appaia a volte interrotta nel suo percorso verso il mare, ciò non può essere letto come una interruzione permanente della loro continuità idraulica, perché l’esperienza dice che quando si verificano deflussi di piena, si ripristina il percorso della lame, con esiti spesso catastrofici;

- tali eventi catastrofici si verificano raramente, ma i cambiamenti climatici in corso li rendono purtroppo più frequenti e violenti, rispetto ai decenni scorsi;

- ove si verificassero piogge torrenziali nella zona murgiana, l’acqua nel suo deflusso verso il territorio di Molfetta rischia di travolgere manufatti e opifici già esistenti in lame ritenute a torto colmate, con presumibili, gravi pericoli per le persone e per le cose che si trovassero sul loro cammino;

- il dirigente del Settore Territorio della città di Molfetta, con nota n.11666 del 26/2/2008, propone tra l’atro all’Autorità di Bacino di:
a. introdurre lama Manna come corso d’acqua sfociante in una dolina e pertanto non confluente in bacini posti più a valle;
b. rivedere i tracciati di tutte le lame rappresentanti all’interno delle zone già urbanizzate (aree industriali e residenziali) per una corretta previsione degli ambiti di intervento;
c. rivedere il tracciato di lama Martina nella zona immediatamente a valle di via Berlinguer;
ritenendo in tal modo di affrontare il problema mediante modifiche di tipo cartografico, ma riconoscendo, d’altra parte, che “alla luce della situazione compromessa a ridosso delle aree industriale e artigianale di Molfetta il Comune, come peraltro già confermato nell’ambito di incontri informali con i Vostri consulenti, ha già avviato studi volti alla individuazione di eventuali opere di protezione o mitigazione del rischio idraulico”;

- i tecnici appositamente inviati in zona dall’Autorità di Bacino per un sopralluogo, con nota n.3509 del 9/4/2008, hanno dichiarato fra l’atro che:
a. la lama Marcinase risulta interrotta, all’altezza della zona PIP, a monte “dalla presenza di un rilevato stradale che ostruisce completamente la lama e a valle dalla presenza di numerose infrastrutture realizzate completamente in alveo”;
b. “il rilevato stradale non presenta alcuna connessione idraulica fra monte e valle e, pertanto, il rilevato costituisce uno sbarramento assoluto al percorso delle eventuali portate di piena”;
c. “in destra idraulica della lama Marcinase, a monte della ferrovia e a nord dell’area ad alta pericolosità idraulica presente nel PAI si è verificata la presenza di un cantiere che in prima analisi risulta esterno alle aree vincolate. In adiacenza allo stesso si è riscontrata la presenza di una recinzione tipica di un cantiere in partenza che, questa volta, risulterebbe all’interno dell’area ad Alta Pericolosità Idraulica”,

- in definitiva, l’ampliamento del PIP sembra non tenere in alcun conto i rilievi dell’Autorità di Bacino.

Ritenuto che il problema, peraltro riconosciuto della sua gravità dal settore territorio della città di Molfetta, non possa essere superato con semplici aggiustamenti cartografici, come si propone nella nota citata;

Chiede di sapere:

● se risulta alle SS.LL. quanto dichiarato in premessa;

● quali interventi si intende mettere in campo per verificare se il PIP di Molfetta insiste in un’area sicura, ovvero a rischio per l’incolumità delle persone e se in zona esistono, o sono in partenza, cantieri abusivi;

● ove risulti che il progetto ampliamento del PIP non è conforme alle prescrizioni regionali in materia, se le SS.LL. non ritengano:
- di fermare l’iter volto all’ampliamento del PIP;
- di prescrivere all’Amministrazione Comunale della città di Molfetta di progettare e realizzare nel più breve tempo possibile le necessarie opere di protezione da eventuali ondate di piena, anche attraverso il concorso finanziario della Regione, al fine di scongiurare il verificarsi di eventi luttuosi, nonché di danni ai manufatti;
- di verificare la sicurezza complessiva del deflusso delle acque nei territori segnalati, al fine di valutare se non sia il caso di rivedere complessivamente le destinazioni d’uso vigenti».

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